Reset e Salute

Reset e Salute

Il Metodo Reset

Una persona può essere considerata in salute quando tutti i suoi organi e apparati, grazie al sistema nervoso autonomo, si trovano in equilibrio omeostatico, cioè sono in grado di mantenere le variabili fisiologiche di risposta allo stress entro limiti di oscillazione compatibili con la vita, garantendo al contempo la massima efficienza possibile del sistema per un periodo limitato alle necessità della situazione.

Modificazioni anche minime delle funzioni che l’organismo umano mette in atto per mantenere condizioni ottimali, anche in situazioni di stress (come una malattia acuta), possono in determinate circostanze diventare costanti (disautonomie), non reversibili autonomamente né con terapie sintomatiche, fino a influire negativamente sul funzionamento dell’intero sistema e favorire l’instaurarsi di uno stato di malattia conclamata (malattia cronica, infiammazione cronica di basso grado).

È possibile individuare e intervenire sulle disautonomie del sistema nervoso autonomo attraverso diversi tipi di biofeedback, che consentono di ripristinare l’efficacia delle principali funzioni autonome, e mediante strumentazioni elettrodermiche come BIAA, PPG e HEG, che permettono di misurare e oggettivare l’efficienza del sistema nervoso autonomo, nonché le modificazioni della composizione corporea. Ciò consente di impostare una strategia terapeutica adeguata, finalizzata non solo al recupero dello stato di salute precedente all’evento stressante, ma anche alla creazione di una riserva salutistica, intesa come la capacità fisiologica di un organismo di rispondere efficacemente e nel tempo a qualsiasi distress, mantenendo l’omeostasi e prevenendo il disturbo funzionale.

Riserva Salutistica

La riserva salutistica indica la capacità fisiologica di un organismo di adattarsi e reagire in modo efficace agli stress di natura fisica, psicologica e ambientale, garantendo il mantenimento dell’omeostasi e contrastando il declino delle funzioni.

Essa può essere considerata come una sorta di “cuscinetto biologico” che permette di affrontare più efficacemente eventi sfavorevoli quali malattie, traumi o il processo di invecchiamento.

Rappresenta inoltre una misura del potenziale funzionale residuo degli organi, dei sistemi biologici e delle risorse psicologiche.

Componenti della Riserva Salutistica

Riserva Fisiologica

  • Riserva Cardiovascolare: capacità del cuore di aumentare il flusso sanguigno in risposta a un’attività fisica intensa o a uno stress emotivo.
  • Riserva Polmonare: capacità dei polmoni di compensare una ridotta funzionalità in caso di malattie o traumi.
  • Riserva Renale ed Epatica: capacità di compensare la perdita parziale di funzione di un rene o del fegato.

Riserva Immunologica
È la capacità del sistema immunitario di combattere le infezioni e riparare i danni tissutali, prevenendo condizioni come l’infiammazione cronica di basso grado o le malattie autoimmuni.

Riserva Metabolica
Comprende la capacità di immagazzinare e utilizzare risorse energetiche (come glicogeno e grasso corporeo) in situazioni di bisogno, oltre a una risposta insulinica efficiente.

Riserva Cognitiva e Neurologica
Indica la capacità del cervello di compensare danni o perdite neuronali, sostenendo la memoria, l’apprendimento e la funzione cognitiva generale, anche in età avanzata.

Riserva Psicologica ed Emotiva
Rappresenta la resilienza mentale, ovvero la capacità di far fronte a stress emotivi e psicologici senza sviluppare ansia, depressione o burnout.

Fattori che Influenzano la Riserva Salutistica

  • Fattori Genetici: influenzano il potenziale massimo di riserva funzionale.

  • Stile di Vita: alimentazione equilibrata, esercizio fisico regolare, sonno adeguato e corretta gestione dello stress.

  • Condizioni Ambientali: esposizione a tossine, inquinamento e condizioni climatiche avverse.

  • Esperienze di Vita: eventi traumatici, malattie acute o croniche, eccesso di stress o stili di vita sedentari possono ridurre in modo significativo la riserva.

Strategie terapeutiche per la Riserva Salutistica

  • Ripristino (RESET) dei parametri basali rilevabili elettrodermicamente (PPG, BIAA, HEG) tramite biofeedback respiratorio ed elettrodermico (PPG, REGMATEX, TOMEX, HEG).

  • Riallineamento del ritmo circadiano.

  • Ripristino del corretto ritmo respiratorio sincronizzato.

  • Adeguamento dello stile di vita.

  • Attività motoria terapeutica individuale e programmata.

  • Programma nutrizionale controllato.

Il Reset Respiratorio

Reimpariamo a respirare: il metodo Buteyko

Per raggiungere e mantenere uno stato di salute, aumentare la propria riserva salutistica e attuare una valida strategia di prevenzione, è necessaria una respirazione corretta che mantenga una giusta proporzione tra ossigeno e anidride carbonica. Un eccesso di respirazione provoca un esaurimento delle riserve di anidride carbonica; livelli ridotti di anidride carbonica nell’organismo determinano la contrazione dei vasi sanguigni e una ridotta disponibilità di ossigeno nei tessuti.

Il dottor Buteyko, medico russo che per primo si è occupato di questo aspetto, ha raccolto e organizzato in un quadro logico e unitario le diverse informazioni sui danni prodotti dall’eccesso di respirazione (iperventilazione), che comporta una perdita eccessiva di CO₂. In assenza di adeguati livelli di CO₂, l’ossigeno non può passare efficacemente dal sangue ai tessuti (effetto Verigo-Bohr).

Alla perdita eccessiva di anidride carbonica segue una serie di meccanismi difensivi attraverso i quali l’organismo tenta di impedire che la riduzione di CO₂ raggiunga livelli incompatibili con la vita. Tali meccanismi difensivi vengono spesso erroneamente interpretati come malattie da combattere e, anziché intervenire sulla causa originaria dello squilibrio (ovvero la perdita eccessiva di CO₂), la terapia viene indirizzata sui sintomi.

Gli effetti dell’iperventilazione sono molto diffusi, poiché favoriti da stress, vita sedentaria e iperalimentazione. Il dottor Buteyko ha successivamente ideato alcuni test per valutare il livello di iperventilazione e una serie di esercizi specifici per poterla correggere.

Il Reset del Digerente

Ripristinare l’efficienza dell’apparato digerente tramite una corretta alimentazione

L’eccesso di alimentazione, le abitudini errate, l’industrializzazione del cibo e il suo inquinamento rappresentano ormai, per tutti, una delle principali cause della perdita dello stato di salute. È ampiamente accettato che malattie cardiovascolari e tumori siano tra le conseguenze più evidenti di questi fattori.

Il corretto funzionamento dell’apparato digerente, e in particolare dell’intestino tenue e del colon, è riconosciuto come fondamentale per il raggiungimento e il mantenimento dell’equilibrio omeostatico. Quando la flora batterica intestinale è alterata, le sostanze tossiche tendono a ristagnare e la capacità di selezione dei nutrienti si riduce, con la conseguenza di un riassorbimento delle tossine stesse. Inoltre, quando il sistema immunitario enterico è costretto a intervenire con eccessiva frequenza, possono verificarsi reazioni crociate con i tessuti dell’organismo, dando origine a diverse forme patologiche.

Un’evidente espressione della correlazione tra alimentazione, apparato digerente e organismo è rappresentata dalle manifestazioni cliniche legate al fenomeno delle intolleranze alimentari.

Il reset del digerente deve necessariamente iniziare convincendo il paziente a seguire regimi dietetici adeguati, suggeriti dalla valutazione semeiotica e kinesiologica e dai test di valutazione della composizione corporea (BIAA). Tali regimi devono tenere conto sia della sindrome da intolleranza alimentare sia delle osservazioni cliniche e dei conseguenti suggerimenti terapeutici.

Lo studio del microbiota individuale consente di valutare l’adeguatezza della dieta, mentre il test BIAA ne certifica l’impatto sulla composizione corporea; entrambi forniscono indicazioni utili per apportare le correzioni necessarie al raggiungimento del riequilibrio.

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Dott. Mangini Claudio

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Capire l’omeopatia vuol dire in primo luogo comprendere i meccanismi che ne regolano l’attività, a prescindere dalla propria posizione in merito.

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